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[È venerdì] Il mio guru del tennis club

Ovvero come prendo lezioni di vita, di tennis e di consulenza, tutto a pochi euro l'ora

Siete in pericolo, lettori e lettrici. Da qualche mese la mia ossessione è il tennis. Come quelli che iniziano a correre, cominciano a vedere la vita come una metafora della corsa, e viceversa. Iniziano a raccontarvi che la corsa gli ha cambiato la vita, di persona e nelle storie. Alla fine dovete oscurarli dai social per non insultarli. Spero di non fare la loro fine. In caso, scrivetemi, salvatemi prima, soprattutto se inizio a usare emoji come 🎾. Per un po’ è però divertente raccontarlo, e questa spero sia una di quelle volte. La seconda potrebbe essere quella volta che ho fatto un appuntamento tennistico al buio. Se la volete, rispondete alla mail.

Vi mancano le letture spensierate ma profonde? C’è il mio nuovo libro (Si apre in una nuova finestra), Cose divertenti. Ma anche un articolo che ho scritto per Rivista Studio, sul perché dobbiamo per forza andare in spiagge scomode (Si apre in una nuova finestra).

Siete invece di quelli che amano le cose serie? La scorsa settimana ho parlato di budget di marketing. (Si apre in una nuova finestra)

Grazie a Retail Talk che supporta questo numero.

Forse ti potrebbe interessare arrivare a più di 25.000 professionisti che lavorano nel marketing, nel commerciale, nella tecnologia e nella comunicazione, con un livello di attenzione alto.

Guarda il media kit (Si apre in una nuova finestra) e manda una mail a gluca@diegoli.com (Si apre in una nuova finestra) per info su costi e disponibilità (ho un last last minute a ottobre super cheap, per chi primo arriva).

[Alt! 15 secondi di attenzione per lo sponsor (Si apre in una nuova finestra) che ti regala la puntata]

Partecipa con me a Retail Talks, il 29 ottobre a Milano (Si apre in una nuova finestra)

Si parla – tra gente del settore, non c’è streaming – della parte dell’ecommerce oggi meno glamour, ma più decisiva: cioè come far restare davvero margine in cassa in tempi in cui inseguire il numero di nuovi clienti con l’advertising è un salasso mortale.

Parlo e modero gli esperti su prezzo ottimale, logistica, branding, pagamenti e post-vendita, che in tempi di fatturato stabile sono gli elementi chiave per guadagnare di più.

Partecipare è gratis, ma i posti sono limitati (Si apre in una nuova finestra).

Il mio guru con racchetta

Dopo che a forza di studiarlo (in modo teorico) il padel (Si apre in una nuova finestra) mi è venuto a noia, sono tornato al vecchio amore, il tennis.

L'influenza di Sinner e degli altri italiani che per chissà quale miracolo stanno scalando le classifiche c'entra poco, è stata una specie di crisi di mezz’età.

C’è chi si ricompra l'auto di quando aveva vent'anni (ah, la Cherokee, che scassone di classe!) o una Porsche 944 (ci sto ancora pensando), e chi torna agli sport in cui si era cimentato da giovane. Io mi ero cimentato con scarso successo sia nel basket che nel nuoto, oltre che appunto nel tennis. Dello sci meglio tacere, era più una patrimoniale che mi imponevano i miei amici.

Insomma, il tennis. Il problema del tennis è che, con uno che NON sa giocare, giocare diventa impossibile. Quindi è un circolo vizioso, chi sa giocare cerca di evitare quelli che non sanno giocare (alcuni pensano che esista un contagio del brocco, del resto oggi crediamo a tutto), ma soprattutto con un brocco si passa più tempo a raccogliere le palline che a giocare davvero. Ecco un investimento necessario, una quantità spropositata di palline, mai venti euro spesi meglio.

Quindi il tennis è fondamentalmente la riproduzione del sistema delle caste in formato sportivo. Per fortuna ci sono dei volontari che si occupano di portarti per mano almeno nella casta penultima, dove puoi trovare qualche tuo consimile. Si chiamano maestri, e il nome lo dovete leggere con una certa inflessione buddista. Altrove si chiamano consulenti, a parte che noi facciamo regolare fattura.

Prima di tutto, pensi che il tennis sia come andare in bici (in realtà chissà, chi smette davvero di andare in bici per 30 anni?). Il problema nel mio caso è che nel frattempo il tennis si è evoluto, e tu sembri uno di quei mennoniti tedeschi tornati in Germania dopo due secoli tra Caucaso e Tagikistan, che parlano come Dante per chiedere un cappuccino a un barista trapper. Io gioco un tennis da mennonita.

In ogni caso il mio maestro è anche un maestro di vita, un life coach a sua insaputa, e questo lo rende veramente autentico. Con 32 euro faccio un’ora di tennis e un’ora di coaching generalista, oltre a imparare un sacco di freddure che fanno sempre colpo quando torno a contatto con la mia generazione (X). Una volta mi ha detto «per me il tennis è un’esperienza religiosa». «Come per Foster Wallace!» «Un giocatore?» «No, no, niente».

Volevo condividere con voi i suoi insegnamenti, ma gratis.

«Sai Gianluca, dove sbagliano i ragazzi e molti allenatori?» «Dimmi, maestro.» «Guardano la tv e poi vogliono tirare delle botte pazzesche modello Alcaraz. E indovina?» «Non sono Alcaraz.» «Esatto Gianluca, sei già avantissimo. Il tennis si vince tirando la palla sopra la rete. Mettere in difficoltà l’avversario viene dopo, molto dopo.»

«Ah, ma io la tiro MOLTO sopra la rete.» «Sai Gianluca, se tiri in rete hai perso, se tiri sopra la rete hai un altro punto da giocare. Magari esce, ma sempre meglio che in rete. E poi la telecamera schiaccia le traiettorie, la maggior parte dei colpi passa almeno un metro sopra, e spesso pure due o più.» «Devo tirarla di là, quindi.» «Esatto, questa è la prima lezione.»

Nei nostri case study la telecamera schiaccia le traiettorie, evidentemente. E questa cosa del tirarla di là è una mia fissazione da tempo. «Ci avevo fatto anche un post?», penso mentre la mia palla alta finisce nel cestino della raccolta differenziata della plastica, aprendo una voragine di pensieri su dove finiscono i milioni di palline usate, la sostenibilità ecc. ecc. Ma chi si ricorda se l’ho fatto o no il post. E se non lo ricordo io, figurati gli altri, “chi legge mica è il tuo biografo”, mi disse una volta Cristina Fogazzi – una grande verità.

Per fortuna Lui mi riprende dai pensieri: «Anzi, ti dirò, è il motivo per cui noi anziani vinciamo i tornei dei circoli, perché sappiamo la verità sul tennis.» «È una cit, maestro?» «Di cosa?» «No niente, una vecchia band livornese.»

Continua: «Arrivano questi, palestrati e fisicati, e cominciano a tirare bombe di qua e di là, e zac, in rete. Tirano le bombe in battuta e zac, doppio fallo. Tu devi solo aspettare. Hanno fretta, in tv vedono che uno scambio dura al massimo nove colpi, ma loro sbagliano comunque prima. Perché vogliono METTERTI IN DIFFICOLTÀ AHAHA.» (Continua a ridere ma qui riassumo).

«Ti racconto un trucco.» «Dimmi, maestro.» «Questi si vergognano a battere dal basso, e fanno un sacco di doppi falli. Tu vinci senza nemmeno aver giocato, una goduria. Mi raccomando, segui i miei consigli.» «Maestro, io sono nato per essere nella sua setta.» Mentalmente aggiungo la battuta dal basso alla lista delle cose che consiglio e che nessuno vuole fare, come smettere il PED per tre mesi e vedere chi se ne accorge.

«Bravo. Sai dove devi migliorare?» «Dimmi, maestro.» «Sei troppo agitato, tutta questa foga nell’andare a prendere le palle. Lascia che le palline vengano a te, inutile stancarti. Però bravo, meglio quelli come te di quelli a cui devi dire continuamente di correre.» «Grazie, maestro.»

«Ah, e sai qual è la mania attuale? Questi fanno tre lezioni e cominciano a comprare cose…» «Io l’ho presa su Vinted.» «Bravo! Fa schifo, ma tanto non fa differenza. Oggi tutti pensano che la racchetta li salvi. E il grip, e il manico largo, stretto, medio, e l’incordatura, mezzo chilo in più o in meno, la racchetta da terra, quella da cemento. Oh, per carità eh, i negozi specializzati sono vivi e vegeti e di questi tempi è un bene, ma le cose che vendono servono a poco finché giochi sotto il livello semiprofessionista.» Devo scrivervi l’insegnamento business? No, dai, si capisce.

«E le palline?» «Sì, meglio averne tante.» «No, dico la qualità.» «Basta che rimbalzino. Non comprare quelle per i cani su Amazon.» «...»

E niente, io sono lì in un bagno di sudore, lui, con la pancetta, sembra avere ancora la maglietta stirata. «Pensa, a molti la parte che piace di più è la raccolta delle palline.» Il maestro ne ha una cinquantina. Sto per ridere, ma lui sembra serio. Mi sento quasi in Karate Kid. Poi mi chino a raccoglierle e faccio due conti. Per 32 euro mi ha appena spiegato un sacco di verità, anche se boh, come giocatore continuo a fare piuttosto schifo.

Be’, arrivando a leggere fino a qui ti candidi a ricevere i prossimi numeri (Si apre in una nuova finestra). Se preferisci, c’è anche la versione via WhatsApp (Si apre in una nuova finestra), Telegram (Si apre in una nuova finestra) e LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).

Il quiz della settimana

Nel 2024, la principale destinazione per i residenti dell'UE al di fuori dell'UE, per motivi personali, era:

a) Regno Unito b) Turchia c) Stati Uniti

Risposta alla fine.

Il marketing insegnato dai negozianti (Si apre in una nuova finestra)

L’idea che fare copy, comunicazione ecc. sia fare battute ha devastato questo paese.

Scrivo cose, vedo gente

  1. Cose più o meno divertenti

  2. Cose più o meno serie

  3. Dove sarò

  4. Link molto belli (ma di marketing): li trovi sul mio Telegram (Si apre in una nuova finestra), dove mi sforzo anche di essere (almeno un po’) sociale.

Ci si trova venerdì prossimo. Ti ricordo che il mio libro (Si apre in una nuova finestra), Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing, non parla di tennis (questo c’è anche alla libreria sotto casa (Si apre in una nuova finestra)).

Per qualsiasi cosa, futile o colta, per collaborazioni, speech o consulenza, scrivi a gluca@diegoli.com (Si apre in una nuova finestra) o rispondi a questa email.

E se ti è piaciuta, inoltrala senza remore, in ogni caso stupirai chi la riceve.

ciao,
gluca

Quiz: c) (fonte (Si apre in una nuova finestra))

E grazie a Daniela Bollini (Si apre in una nuova finestra) per la revisione e a Retail Talks per la sponsorizzazione (Si apre in una nuova finestra).

Su gluca

“Le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse” – David Foster Wallace

Ri-ciao, sono Gianluca (Si apre in una nuova finestra) e sono un bocconiano anomalo, un decostruttore di panacee e un dissipatore di dati personali.

Mi occupo da venticinque anni di marketing, in particolare di strategia, budget, campagne e crescita del team, in momenti di trasformazione. (Si apre in una nuova finestra)

Insegno in qualche università e un paio di master.

Ho scritto due saggi (ma di quelli divertenti), Seguimi! (Si apre in una nuova finestra) e Svuota il carrello (Si apre in una nuova finestra), per UTET. In passato ho scritto per Hoepli, Apogeo e Sole 24 Ore Business.

Ho scritto per Link, Domani, Rivista Studio, Tendenze, Quants, Il Post, Forbes, Wired, Sole 24 Ore e altri.

Il mio blog (Si apre in una nuova finestra) è attivo dal 2004. Puoi seguirmi anche su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) e pure su Instagram (Si apre in una nuova finestra) (ma non aspettarti niente di che).

Se non ti interessa più ricevere questa mail non ti biasimo, anche io mi stanco spesso di me stesso. Sotto c’è un link apposta.

Argomento Divagazioni

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