1️⃣ D.C. [è venerdì] Sul non andare mai a capo, di default

Il flusso di coscienza di inizio anno

Il venerdì di [mini]marketing

1️⃣ D.C. [è venerdì] Sul non andare mai a capo, di default

di Gianluca Diegoli • Newsletter #92 • Visualizza online

Il 2021, ricordato nei libri di storia come 1 DC Dopo il Covid, è iniziato. Sono in salotto in zona rossa che sto guardando un'opera teatrale con un visore 3D. La carta nella raccolta differenziata avrebbe bisogno di un contenitore molto più grande: la maggioranza del volume è di cartoni da imballaggio, di cui la maggioranza ha una freccia sopra. I corrieri mi chiamano per nome. La normalità non sarà più quella di prima, mai frase fatta è stata più vera. Chi spera che la grande accelerazione digitale si sgonfi verrà deluso. Non puoi puoi portare via il giocattolo al bambino-consumatore quando gliel'hai dato. Non ricordo l'ultima volta che sono stato a Milano. Non ho ben presente per la prima volta le facce degli studenti in prima fila al mio corso all'università. Non c'è una prima fila su Teams. Può essere anche un bene, meno bias nei voti. Sono stato fortunato (mi illudo di essere antifragile, ma è fortuna), il mio lavoro è anticiclico: tutti vogliono fare ecommerce, oggi. Perfino quelli che “no, noi vendiamo solo ai supermercati”. Tutti si vogliono riciclare come mercanti, essere produttori e basta è diventato uno stigma. Non a torto: compriamo da chi conosciamo e da chi ci conosce. Tradotto: ci fidiamo sempre più dell'ultimo miglio — o siamo ammaliati sempre più da chi ci vende le cose, a seconda di come la vuoi vedere. Sono relatore di due tesi, una parla della comunicazione real time durante il lockdown - tutti accanto a te, noi ci saremo perché ci siamo stati, ecc. Non è che lo sforzo sia servito a tanto, par di capire dalle conclusioni. Uno spot di TIM ci perseguiterà fino a Sanremo. Tutti a dire mi piace o non mi piace, come se fosse una serie su Netflix. A me non piace, mi pare un video aziendale (non a caso su Youtube la maggior parte dei commenti sono di “fiero/a di essere un/a dipendente da x anni”). (I commenti negativi sono stati evidentemente cancellati, perché c'è un terzo di pollici giù, ma nemmeno un commento critico). Ci può stare uno spot motivazionale, un'azienda di servizi vale quanto vale la motivazione e l'impegno dei propri dipendenti. Dicevo, gli spot non sono serie tv, non devono piacere agli addetti ai lavori. Devono far vendere (a breve, medio, lungo termine). Quindi, da uno spot così non sapremo mai se ci sarà stata più propensione all'acquisto. O almeno, TIM non lo comunicherà, rimarrà in qualche PPT aziendale alla slide 124. Il mio libro continua a essere nelle classifiche di Amazon, ed è una grande soddisfazione. Mi chiedo spesso se dovrei scrivere meno qua, e più in modo strutturato. Continuo a studiare tanto, chissà perché. È quella sensazione di non sapere abbastanza che ti fa sapere una cosa più degli altri, anche se tu pensi di saperne una in meno. Sono schiavo del FOMO informativo. Se non so cosa sta facendo Target (quella USA, non quella ITA) sto male. Mi sono arreso a questa cosa. Ho scoperto che insegnare da remoto mi piace di più che in aula. Come fare riunioni in cui non arrivo stanco da ore di viaggio. Mi mancano le trattorie romane e gli hipsterismi finti-casalinghi milanesi. Mi manca Deliveroo. Mi manca il teatro, non mi manca il cinema. Continuo a sopravvalutare la capacità strategica dei nativi digitali. Sono come bambini a cui chiediamo di sapere come funziona la PS4. Ci sanno solo giocare, ed è giusto così. Continuo a domandarmi perché chiediamo di giustificare l'innovazione e non il default, soprattutto quando è cambiato tutto. Fa parte della natura umana, ne parlo diffusamente nel libro. In California, Grubhub ha azzerato il default della mancia, anziché pochi dollari come prima: indovinato, le mance sono crollate. Mi chiedo cosa sarà della pubblicità targetizzata e ritargetizzata, che mamma Apple ritiene non essere per noi, perché ci traccia. Torneranno a essere efficienti i megabudget sparati a pioggia? Torneremo a usare il contenuto del sito come targeting, anziché il profilo degli utenti? Potrebbe essere pure un bene, per tutti. Potremmo pure scoprire che in molti casi i clienti arriveranno lo stesso, senza dare soldi al duopolio. Di sicuro i famosi interessi di nicchia di Facebook e Google che tanto meravigliano i miei studenti saranno ancora di più delle divinazioni, non delle certezze. Un po’ meno targeting ci farà concentrare su messaggio e prodotto. Non un male. Negli States i venture capital investono su startup che vendono prodotti a proprio marchio solo su Amazon. Amazon è ormai una sotto-internet indipendente, ci può stare. La piattaforma è ineluttabile come un buco nero, salvo che poi succede sempre qualcosa che supera il default: potrebbe essere l'antimateria Shopify? Chissà.

Ti stai chiedendo perché questo lungo flusso di coscienza? C'è un motivo: volevo scrivere al contrario. Quello che non si fa. Quello che su internet non fanno i vincitori: si fottano i motivatori-guri-gure-imprenditoridigitali-nomadidigitali-dropshipper- quelli che scrivono due parole per riga, con Cialdini imparato a memoria e applicato ancora peggio, e quelli che sono imprenditori di se stessi (non c'è mercato per tutti, sappiatelo), si fottano i fissati con il nurturing (c'avete rotto le palle con tutte quelle mail) si fottano i venditori di speranze simoniaci attraverso corsi di formazione per qualunque cosa, si fottano quelli che comprano solo 100% italiano - facessero tutti così nel mondo l'Italia sarebbe in rovina, si fottano i negozianti che si lamentano di Amazon ma non mi fanno mai uno scontrino, non mi rispondono alle email, non accettano il bancomat e sono fermi agli anni 80, si fottano i mitomani opinionisti da social, con il loro ruolo da interpretare per poi monetizzare i fan, si fottano i divulgatori culturali di YouTube, che hanno letto due libri di storia, mettono assieme due animazioni e fanno video da 400.000 visualizzazioni, si fottano i ferragnez ma soprattutto i loro epigoni con le loro nostalgiche storie delle vacanze degli anni AC che sfruttano la voglia di vacanze per tre like, si fottano i preti TikToker che con due minchiate pensano di risollevare due millenni di disastri della chiesa cattolica. Soprattutto, amiamoli lo stesso. Ci sarà sempre qualcuno che si lascia condurre dal flusso, la pista facile. Quello che dobbiamo fare — credo — è sciare fuoripista. Non seguire sempre il default Perché c'è tanta diversità e ricchezza in rete.

Buon anno 1.

gluca