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🍣[venerdì sushi] Crisi, Focus group, Frecce, Sushi, Tracking orario

Tu le calcoli le ore di lavoro sui progetti, e poi le scrivi da qualche parte? Ho un approccio bipola
Il venerdì di [mini]marketing
🍣[venerdì sushi] Crisi, Focus group, Frecce, Sushi, Tracking orario
di Gianluca Diegoli • Newsletter #22 • Visualizza online
Tu le calcoli le ore di lavoro sui progetti, e poi le scrivi da qualche parte? Ho un approccio bipolare al calcolo quotidiano di quanto hai lavorato e su cosa. Da una parte credo che il valore aggiunto dato dal nostro lavoro sia pochissimo correlato alla quantità di ore svolte, salvo che tu non sia alla catena di montaggio o cose simili. D'altra parte, la valutazione del valore aggiunto con un grado sufficiente di accuratezza è abbastanza complesso (oltretutto ognuno di noi crede di essere tra quelli che danno valore aggiunto nella fascia superiore alla media, cosa matematicamente non possibile) e le ore in una settimana sono un numero finito. Credo che i freelance misurino troppo e le aziende troppo poco. Io che sono un po’ una via di mezzo cerco una via lean, come si dice.
Ho provato nel tempo vari strumenti semi automatici, app e siti. A meno che non siate un project manager, sono troppo sbatti per l'output che danno. Sono passato a un foglio di Google Docs mensile: in verticale i giorni, in orizzontali i progetti. Il problema è però ricordarsi di segnarle, le ore: ho risolto con una notifica giornaliera sul calendario, con link al foglio online. E i minuti, secondi ecc.? Vado a spanne. Per ora funziona, mi serve soprattutto per vedere di non spendere troppe ore su questa Lettera (almeno finché sarà gratis o non troverò un ricco sponsor).

LA CRISI
Quella del Mercatone Uno – un'azienda che conosco da quando bambino ci andavamo a fare un giro una volta o due all'anno (ben due!), per esplorare e trovare un po’ di tutto, del resto non c'erano Google e Instagram – è un crac che si può vedere da varie angolazioni: quella umana dei dipendenti rimasti senza lavoro, quella politica e anche quella marketing, la minoritaria in gradi di importanza, ma l'unica in cui mi sento di dire qualcosa. Noi crediamo che le cose succedano gradualmente, che le cose magari vadano solo un pochino più male, che l'ecommerce guadagni un pochino ogni anno, che i centri commerciali perderanno solo un pochino di gente ogni anno.
Ebbene, i grandi cambiamenti sono una serie di pochino, solo che a un certo punto succede qualcosa, il punto di svolta che fa precipitare tutto: e dalle ceneri i modelli di business che sembravano minoritari diventano i nuovi incumbent. Quella dei mercatoni tutto un po’ è un'epoca finita (i cinesi ci vivono strabene, ma hanno altre logiche e altri fornitori. Sono come marziani e sarebbe ingiusto dare a loro “la colpa”). E si sapeva che era finita, solo che perdeva solo un pochino. Quando non intercetti i segnali deboli, o hai un management che conosce solo il passato, non può finire diversamente. Però in un attimo.
STO FACENDO
Anche quest’anno IULM mi ha rinnovato la fiducia per tenere il corso di Digital marketing e Multicanalità. Devo ringraziare il professor Guido Di Fraia che molti anni fa mi diede fiducia (assieme ad altri validi professionisti) prima chiamandomi per un libro collettivo – che è ancora tra i più venduti dal catalogo Hoepli – e poi per fare l'executive master e per il corso alla specialistica, che fu una delle prime in Italia sul digital. (Tra l’altro ci sono ancora alcuni posti nella specialistica in digital marketing, ma non tanti). È necessario fare un test per l’ingresso: non metto il link, perché questo è appunto il primo test d’ingresso.
COSE DA RIVEDERE
Se lavori nelle ONG o nel terzo settore la settimana scorsa si è svolto una tappa del roadshow del Registro .it dedicata alla digitalizzazione delle non profit . Ci sono i miei interventi ma soprattutto quelli di altri specialisti del settore. È in pratica un corso di più di due ore gratis tutto da vedere.
#PiccoleMedieDigitali, il roadshow di Registro.it
ESPERIENZE DI CUSTOMER EXPERIENCE
Avete mai avuto il dubbio “dov'è la carrozza caffetteria su questo Freccia Rossa?”. Io sì, ma sembro essere l'unico evidentemente. Ogni tanto ricordo la voce “a centro treno”, ma voi sapete sempre dov'è il centro treno, soprattutto prima del caffè? Io no. Allora cosa faccio? Apro il portale Frecce dall'app e cerco se c'è un'indicazione topografica del treno su cui sto viaggiando (del resto c'è l'indicazione del punto GPS e la velocità di crociera, roba da nerd ferroviari). Ma niente. Bisogna aspettare che passi qualcuno con un caffè in mano o una bottiglietta e capire da quale direzione proviene. Ma se non passa nessuno? Googlo. E niente: il famoso “Itinere e le Frecce” (l'Albano e Romina dei viaggiatori) ti dicono come sono buoni i prodotti (…), i menu, la filiera, e lo sconto se sei Carta Freccia ma solo Gold mentre se sei Silver puoi forse e poi ti perdi, e scendi scendi, niente. Non c'è la carrozza, il numero a cui dirigersi. Però trovo su un sito qualunque al numero otto di Google (su di un blog, non sul sito Frecce) che la carrozza (lo so che volete saperlo per segnarlo) è la numero 5.
STRATEGY SCHOOL
Ogni tanto in giro parlo ancora di Oceano Blu, inteso come il famoso libro di strategia. Vedo che ancora molto spesso la gente mi guarda con occhi sgranati, come non avessero mai sentito nominare questo paradigma. Io credo che sia invece molto molto importante. Assieme a un altro libro che ho letto tempo fa, che si chiama Different e che ispirò anche un mio post su Link, credo che sia uno dei paradigmi più importanti: in un mondo affollato di cose tutte uguali, vendute in modo uguale, credo sia decisivo differenziare. Il marketing plan di Digital Update dell’anno prossimo è proprio basato su questo concetto: vogliamo servire meglio il nostro cliente, non ci interessa nulla di quello che fanno gli altri: così riusciremo probabilmente a innovare ed essere differenti. Ricordate, Oceano Blu.
IPSE DIXIT - FOCUS GROUP EPIC FAIL
Le case editrici hanno giustificato il rifiuto di Harry Potter sostenendo che era troppo lungo per essere un libro per bambini.
Erik Dane, docente della Rice University, ritiene che più esperienza e competenze una persona accumula, più tenderà a fossilizzarsi in una certa visione del mondo. […] Più accumuliamo conoscenze in un ambito, più diventiamo prigionieri dei nostri prototipi. In linea di principio, gli spettatori (invitati ai focus group ndr) dovrebbero essere più aperti alle novità rispetto ai dirigenti televisivi. Non hanno i paraocchi creati dalla competenza e hanno ben poco da perdere se decidono di dare una possibilità a un nuovo format o esprimono entusiasmo per un idea insolita. All'atto pratico, tuttavia, Justin Berg rileva che gli spettatori dei test televisivi non sono più bravi dei manager a prevedere il successo delle nuove idee: i focus group sono costruiti in modo da commettere gli stessi errori dei dirigenti.
Quando guardate una trasmissione televisiva nel vostro salotto, vi lasciate coinvolgere dalla trama. Se ridete per tutto il tempo, alla fine direte che era divertente. Quando invece guardate la trasmissione in un focus group, non siete altrettanto coinvolti. Siete consapevoli di essere lì per valutarla, non semplicemente per farne esperienza: quindi la giudicate fin dall'inizio. Poiché cercate di capire se la gente guarderà, la siete naturalmente portati a valutarla in relazione a idee prestabilite su come deve essere una trasmissione di quel tipo.
da Adam Grant, Essere originali, pg. 43
IL QUIZ DELLA SETTIMANA
Quanti italiani comprano il sushi al supermercato almeno una volta in tre mesi?
a) 5%
b) 23%
c) 43%
CORSO DI MARKETTESE
Harlequin
@LaVladina @pgcd Sfidante nel markettese é ovunque, sempre meglio comunque dell'ubiquo "impattante"
1:48 PM - 12 Sep 2018
COSE UTILI
LinkedIn: piccolo manuale per un uso evoluto e consapevole
Internet Trends 2019
I left the ad industry because our use of data tracking terrified me
Cosa resta di Napster, 20 anni dopo
Aldi negli USA
Ipercoop da arancioni a rossi a variabili?
La fedeltà e il marketing
CORSO DI UX
Chi mi segue più assiduamente su questa lettera ha letto la settimana scorsa del tassista che mi ha consigliato una nuova app – al contrario di mytaxi che a suo dire gli rubava il 10%. Bene ho scaricato questa sua app e la schermata iniziale è questa: io non ho capito qual è il significato.
GADGET DA MARKETER
In realtà, molte arance sono addirittura incartate, ma non tutte. Perché?
HAI MAI LETTO IL MIO LIBRO?
Tre anni fa (come passa veloce il tempo) ho scritto con Marco Brambilla “Mobile Marketing, nuove relazioni, nuovi clienti”. Se l'hai letto ci lasci una recensione? Sto scrivendo un libro su Omnichannel & Retail,. in cui il mobile ha ovviamente un ruolo determinante, e volevo capire meglio cosa è piaciuto e cosa no.
SALUTI E BACI
Ho trovato un attimo per riguardare un attimo le statistiche di apertura di questa lettera. Sono sempre attorno al 50%, il che mi meraviglia non poco, e mi commuove anche. Ci sono però per 100 persone che non hanno mai aperto questa, e non capisco se posso cancellarle oppure no, perché qualcuno potrebbe usare degli adblock (come dargli torto) che appunto mi impediscono di capire se viene aperta o meno: se tu sei tra questi scrivimi, semplicemente rispondendo a questa mail, così non rischi di essere cancellato :)
Stay human,
gluca
PS: preferisci questo font o quello di prima, stile Arial? Preferisci il mio faccione o il logo disegnato da Federica?
C) è il 43%
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Gianluca Diegoli

Lettera settimanale su marketing, digitale, strategia, retail, e-commerce.

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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue.
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