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📺 [venerdì poi passa] Perché guardiamo il TG | Unbundling ovunque

Lettera con testo breve e molti link, per cause di forza maggiore. Ogni tanto qualcun* si lamenta di
Il venerdì di [mini]marketing
📺 [venerdì poi passa] Perché guardiamo il TG | Unbundling ovunque
di Gianluca Diegoli • Newsletter #80 • Visualizza online
Lettera con testo breve e molti link, per cause di forza maggiore.
Ogni tanto qualcun* si lamenta di typo, errori vari ecc. Purtroppo per tutti questa lettera è così, viene come viene.

Perché guardiamo i telegiornali?
Seduto sul divano a casa dei miei stavo come al solito ravanando col cellulare — pensate alla sfortuna di questi due che hanno generato un perennial digitale anziché un tranquillo gen X sconnesso come il prototipo dei miei ex compagni di cortile — e insomma li guardavo guardare il telegiornale. Come è lento, pensavo. Avevo già letto in pochi secondi tutte le notizie che loro hanno raccontato, con immagine stantie e/o di repertorio, in 30 minuti. Eppure, come loro ci sono ancora milioni di persone. Perché lo fanno?
Siamo così prevedibili, noi umani. Siamo abitudinari. Scegliamo il default (non cambiamo mai il setting del computer dell'auto, nonostante abbia duecento setting diversi). Ci fossilizziamo su quello che abbiamo conosciuto/imparato tra i 25 e i 35. Tutto il resto è contro natura o bizzarro o diavoleria o “non dura” ecc. ecc.
Non siamo nati per cercare, o forse ci siamo disabituati a farlo negli ultimi 30 anni di broadcasting televisivo, o forse la friction per cercare con Google e uscire dal default di ciò che ci presentano è troppo alta per molte persone. Il TG fa per noi la scelta su cosa sapere. Il palinsesto ci semplifica la vita. Il feed di Facebook fa lo stesso. Eccetera.
Ricordo ancora abbastanza bene quando il TG (e il TELEVIDEO!) erano le uniche fonti di informazioni che non comportavano andare in edicola a comprare un giornale per leggere le notizie del giorno prima. Credetemi, non era bello, anche se la noia che ne derivava era ed è un elemento creativo molto sottovalutato. Tuttavia preferisco di gran lunga il caos, le fake news – perfino TikTok – a quel duopolio televisivo in cui poi, anche chi leggeva i giornali in realtà ne leggeva uno solo, a proposito di bolle.
L'effetto abitudine è il motivo per cui non avvengono mai le rivoluzioni, anche se il settore tecnologico (e non solo, è un classico refrain da campagna pubblicitaria ma a cui già nel momento in cui lo senti non ci credi per niente, anzi) ne annuncia di continuo – forse l'unica vera, in termini di rapidità di adozione, è stata quell'iPhone di Steve Jobs. Tutto il resto è una lenta, inesorabile, evoluzione di persone che lottano strenuamente per NON cambiare le proprie abitudini.
Fino al Covid, naturalmente. Ma anche in questo caso ci sarà sempre chi fino all'ultimo respiro preferirà andare in negozio, non ordinare la cena online, toccare le zucchine al supermercato, guardare la tv via etere con il palinsesto. Dovremo convivere con i telegiornali ancora molto a lungo, finché — gli auguro lunga vita naturalmente — i sessantenni di oggi non usciranno dal mercato.
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That's all folks!
Ci si legge venerdì prossimo. Distanziati e coccolosi.
gluca
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Gianluca Diegoli

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