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🌞 [summer Fridays #5] Mentre nessuno ti legge

Internet non ha bisogno di più contenuti. Lo vorrei scrivere ovunque, negli uffici marketing e comuni
Il venerdì di [mini]marketing
🌞 [summer Fridays #5] Mentre nessuno ti legge
di Gianluca Diegoli • Newsletter #73 • Visualizza online
Internet non ha bisogno di più contenuti.
Lo vorrei scrivere ovunque, negli uffici marketing e comunicazione delle aziende, soprattutto.
Per questo la sfida di scrivere newsletter ad agosto si fa difficile. Anche se l'idea che questa newsletter venga letta soprattutto dagli out of office è molto rilassante.
La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. (David Foster Wallace)
Nel frattempo notavo che le dirette si sono estinte e che i miei video “da guardare dopo” su YouTube sono ormai centinaia.
PS: ho pensato di mettere nei link in inglese anche la traduzione italiana (it). Fatemi sapere.
Sì, questa è un'altra edizione estiva della Lettera, corta, leggera e poco impegnativa, rubriche in forma ridotta, fino a fine agosto. Per le riflessioni serie profonde e ispirate, tornate a settembre.

Il futuro degli uffici
C'è un meraviglioso podcast che narra la parabola di WeWork. Poco conosciuto in Italia, famoso negli States e in Giappone. Cos'era WeWork? Dipende dai punti di vista. Per me, fedele discepolo del prof. Galloway, una bolla pronta a scoppiare (it). Per qualcuno, un nuovo modo di lavorare. Per la maggior parte delle persone, un coworking guidato da un CEO molto bizzarro. Per il mondo della finanza americana, un (auto)inganno generale.
Però mi ha fatto riflettere sul significato di posto di lavoro (intellettuale). Anche qui la pandemia ha scatenato un esperimento di unbundling: rapporto giuridico, output fornito, socialità e luogo fisico di lavoro erano un unico “blocco”, prendere o lasciare. Il lavoro in rete rende queste cose dis/accoppiabili a piacere. Ogni azienda deve trovare un suo modo di essere efficiente ed efficace, ottimizzando output, soddisfazione e affiatamento dei team. Prima era l'ufficio a dover fare (a volte male) tutte queste cose. Ora possiamo/dobbiamo scegliere. Per rimanere competitivi.
L'ufficio non è (sempre stato) la norma (it). L'ufficio è nato perché il lavoro era come una macchina, una comoda e a basso costo (allora) catena di montaggio (essenzialmente di fogli di carta, che da quando hanno cominciato a costare meno lo hanno fatto sviluppare).
Internet fa tendere a zero il costo di coordinamento a distanza. L'ufficio è destinato a cambiare per sempre. Che sia prima o poi è solo questione di virus. E anche il modello di quei settori che più lavorano sul contributo intellettuale: agenzie creative, sviluppo web, finanza, non sarà più lo stesso. Anche il coworking potrebbe morire in culla, o non essere più una soluzione così smart. E – ancora peggio – non vorrei essere in quelle agenzie che hanno comprato uffici a peso d'oro.
L'NBA in Black Mirror
Non so se guardate l'NBA su Sky. È qualcosa di tristissimo e meraviglioso allo stesso tempo, a volte cambio pure idea tra il secondo e il terzo tempo, e poi la cambio nel quarto, di nuovo. A metà tra Black Mirror e Hunger Games.
Gli spettatori sono virtuali, sono collegati da casa su Teams. Quando li trasmettono dietro ai canestri, cercano di disturbare il giocatore che li tira (è ammesso nel basket, purché in modo civile).
Il suono è virtuale, ma quello ho sempre pensato lo fosse anche nelle partite dal vivo: salvo nei playoff, la gente negli USA è compostissima, come fosse a teatro. In ogni caso adesso ha lo stesso audio della playstation.
Gli sponsor appiccicati al parquet sono virtuali: se cambia l'inquadratura non ci sono mica.
E per finire, questi stanno giocando in una bolla isolata dall'esterno e ci rimarranno per mesi. Chissà se c'è una specie di dogana, o come portano i viveri alla frontiera della bolla.
Ci abitueremo? Ci sembrerà normale? Lo spettacolo dal vivo digitale è l'ultima frontiera dell'umanità.
E dopo WeWork, un'altra idea per una serie: il racconto dell'anello.
Recensioni al libro
Una cosa che mi piace tantissimo è che molt3 di voi mi stanno mandando foto con “ho fatto caso a questo o quello che hai citato nel libro”. COME QUALE LIBRO?
Gianluca Diegoli
c’è anche la versione al femminile di Elisabetta M. “una donna entra all’autogrill e vede le Pringles giganti con super manona gonfiabile” #svuotailcarrello https://t.co/MYJP6ofXWh https://t.co/1hemAVtSVV
Una meraviglia che mi dispiace non aver visto prima di scrivere il capitolo sul packaging.
Best Packaging of 2020
Best Packaging of 2020
C'è tutto (troppo, ovviamente). 5 Five stars. SUPER concentrato. Ocean Power, biodegradabile, testato, fragranza alle alghe mediterranee (ma non era l'oceano?). E un'onda di pulito, ca va sans dire. (Grazie Andrea B.)
Francesca Rauseo
Un uomo entra in ‘Autogrill’ e vede un chupa chups gigante.
No, non è una barzelletta ma un libro, scritto meravigliosamente, che trasforma il marketing in una storia avvincente in cui ognuno di noi è il protagonista. @gluca #svuotailcarrello
braccinocorto 
5 of 5 stars to Svuota il carrello by Gianluca Diegoli https://t.co/qUbqVv0eBR
Link qua e là
🎭 Un mio articolo sulle automazioni email per le organizzazioni culturali e performance live, teatri ecc.
📻 Un mio intervento in radio: si parla di marketing, del libro e di cosa è andato storto nel Cluetrain Manifesto
🎓 Segnalo che sono aperte le iscrizioni per il Master in Digital Marketing di Università di Udine dove insegno.
👚 Tutto quello che c'è da sapere su presente e futuro della profilazione dell'adv digitale, spiegato benissimo da Marco Brambilla, nel mio podcast.
↱ Attenzione al pivot (quello di business), potreste trovarvi magazzini pieni di disinfettante (it) inutile (forse)
🤖 L'intelligenza artificiale si sta mangiando la pianificazione della pubblicità (con relativi rischi e vantaggi) e Google non fa eccezione.
Spigolature
Gianluca Diegoli
la spesa intelligente, la spesa gentile, dice in radio un noto discount. poi il codino dice un litro di latte italiano a 60 centesimi. chissà com’è stata gentile la spesa con il produttore
Gianluca Diegoli
che poi la cosa che mi dà più fastidio è che la gente non ci riflette sopra, alla formazione e alle conseguenze del prezzo, non che qualcuno lo venda a quel prezzo. il mercato segue il comportamento di acquisto
Lo spot (spot?)
L'avete già visto tutti, ma chissenefrega, deve stare qua. Ma Federer, Federer! Barilla! Federer!! Barilla!! Monitoring -> Social -> Branding -> Product placement at its best.
Barilla | Behind the scenes of The Rooftop Match with Roger Federer
Barilla | Behind the scenes of The Rooftop Match with Roger Federer
Buon weekend,
gluca
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Gianluca Diegoli

Lettera settimanale su marketing, digitale, strategia, retail, e-commerce.

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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue.
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