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🐤 [scherzo, è venerdì] Professioni a T, Come fare un'analisi ecommerce, bot di yogurt, pulcini

e ancora taxi, checkout, supermercati dialoganti, e un sacco di cose utili e divertenti. ----- Si par
Il venerdì di [mini]marketing
🐤 [scherzo, è venerdì] Professioni a T, Come fare un'analisi ecommerce, bot di yogurt, pulcini
di Gianluca Diegoli • Newsletter #14 • Visualizza online
e ancora taxi, checkout, supermercati dialoganti, e un sacco di cose utili e divertenti.
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Si parla spesso di modello a T della professionalità: ognuno dovrebbe avere una specializzazione, una expertise verticale e poi sapere orientarsi nel settore per capire cosa fanno gli altri, come incastrare il lavoro degli altri e valutare se lo fanno bene o meno, almeno a un livello accettabile. Almeno, io credo che per lavorare in una agenzia o in un'azienda digital-abile o da freelance oggi sia pressoché impossibile senza avere questa forma. Essere specialisti puri ha senso solo se ritenete la vostra nicchia impossibile da contendere alle macchine intelligenti (e super-specialiste). E se siete gente che non si annoia davvero mai.
Sullo sfondo, là fuori, c'è un mercato molto più trasparente nel trust/reputazione, misurabile e facile da “contrattualizzare”. Questi tre fattori sono ciò che Coase indicava come i creatori delle corporation: difficoltà di trovare qualcuno per un lavoro, difficoltà di misurazione/organizzazione e di valutazione preventiva, difficoltà di chiudere l'accordo in tempi brevi, task per task. In un'epoca analogica, conveniva sempre internalizzare. Nell'epoca digitale la difficoltà è molto inferiore.
Se sei a T, sei competente nel tuo dominio e sai come e dove servono gli altri. Sei appetibile (perché sei un granello di sabbia nel meccanismo del mercato, lo inceppi, non sei fungibile) in un mercato trasparente, trust-based, e dalla transazione facilitata da marketplace e network.
Mi chiedo spesso quale sia la formazione ideale per questo tipo di obiettivo: probabilmente solo una grande ossessione personale e molte fonti online. Non credo ci sia formazione esterna-passiva che regga nel medio-lungo periodo. La formazione è un allenamento, ma poi la corsa la devi fare tu. Per questo molti in azienda si trovano a un certo punto fuori dal mercato.
Perché pensavano che i corsi li dovesse pagare l'azienda, non tanto dal punto di vista legale, quanto economico – che era vero, in un altro secolo. Ma le aziende, in un mercato del lavoro trusted-transparent-manageable-measurable, possono prendere da fuori direttamente le competenze già formate.
I mercati stanno divorando il mondo: è un lungo post sulla storia dell'economia, da leggere.

Scritto da me: fare un'analisi strategica per ecommerce
Ho provato a spiegarlo in modo semplice ma non banale (che è sempre il dilemma fondamentale) in un articolo che ho scritto per il blog italiano di Shopify.
Ho provato a dialogare con un bot
Non so, c'è ancora molto da fare, direi. O forse sono io che con mister Danacol – che mi aveva intercettato facendomi cliccare su di un post sponsorizzato su Facebook – e i suoi argomenti preferiti, non ho confidenza. Tutto mi sembra troppo lento e forzato, non riesco a immaginare qualcuno che davvero sta lì ad aspettare i consigli di Danacol, e capire qual è il momento per interrompere qualcuno con un messaggio non è semplice.
Ma magari sbaglio. Dai un'occhiata, li ho messi sul mio canale YouTube (sì, ho un canale ma non lo uso quasi mai). Però così ho scoperto che YouTube se carichi un video 9:16 verticale, non adatta da desktop la superficie del video verticale, ma lo visualizza 1:1, e così diventa enorme. Make that video bigger!
Le mie Customer Experience
1) Nexi e quel tono sempre un po’ ansioso. Alt!
2) Come fare un checkout perfetto
Arket è uno store nordico (brand di H&M) di abbigliamento minimale che non si trova in Italia, almeno io non conosco punti vendita. Ovviamente mi sono incaponito a rifornire il mio guardaroba sempre uguale da loro. La cosa bella è che il loro sito mobile è molto ben fatto – niente uso della app, almeno per me, perché mi ricordo di comprare solo quando arriva la newsletter. E quindi acquistare da mobile, si può. Il momento critico, cioè il checkout è superato alla grande. Tra l'altro, credo usando Stripe o simili, il mio iphone capisce immediatamente dove mettere carta di credito, nome, ecc., senza copia incolla o ORRORE dover tirar fuori il portafogli. (Questa dell'autocompilazione più o meno semplice è una cosa che gli UX controllano poche volte, ma è fondamentale).
L'express checkout in realtà significa solo “vai avanti” ma le parole contano: senti come suona bene *express*? Naturalmente la possibilità di registrarti ti viene data dopo: a quel punto hai già fatto il lavoro sporco, che sarà mai trovare una password per salvare i dati dal doverli reimmettere ogni volta?
3) Taxi pisani
Si può solo migliorare.
Omnichannel
L'idea è buona: usare l'online come input, l'offline come publisher. Tuttavia c'è qualcosa che stride. Forse quel nome,età, località senza faccia/identità, la corrispondente delle immagini di stock, forse che “i bisogni” sono ben altri, forse che il bisogno stesso è stato sintetizzato un po’ troppo. Non so.
Donazioni ovunque
Anche Internazionale (nonostante io sia abbonato) mi chiede di donare. È interessante lo studio della donazione nel sistema di marketing, è qualcosa che ti chiede di fare tu il “prezzo” per la tua coscienza o tranquillità. La donazione in quanto tale non spreca nessun possibile “acquirente” che sia fuori dalla curva di elasticità del prezzo, quando il prodotto è sostanzialmente fruibile comunque, la “teoria festa dell'Unità”. Tuttavia andrebbe verificato l'effetto che ha su una possibile elasticità al prezzo di acquirenti paganti, se la peggiora o meno. E se le persone continuano ad accettare, dopo la donazione, di essere comunque profilati e sottoposti alla pubblicità.
E alla festa dell'Unità il volontario che ti guarda entrare e NON donare ha una certa importanza psicologica, nella scelta.
Può solo andare peggio, agli e-commerce di brand
Il funnel lineare, questa pia illusione del marketer e di chi vive su Google Analytics. Il sito brand è ispirazione, ma poi la fine del percorso te la giochi SEMPRE con la distribuzione, online e offline.
Il quiz della settimana
Quanto vende online L'Oréal (direttamente e indirettamente)?
A) 2% B) 11% C) 23%
Cose appuntate
Pulcini tritati, la Coop dice Basta
Le app le ricordiamo, le skills no
Amazon comincia a monetizzare.
Amazon comincia a monetizzare.
Memento Marketing
"Lo sapevo, che quel prodotto sarebbe stato un fiasco"
Scuola di strategia
Non importa chi vi dice “start from why”. Iniziate sempre dal PROBLEMA.
How to Get and Test Startup Ideas - Michael Seibel
How to Get and Test Startup Ideas - Michael Seibel
È interessante come lo startuppismo e i suoi derivati, come il growth hacking, continuino a rimescolare cose dette da Kotler anni e anni fa. Ma almeno hanno portato il marketing a una massa di persone che non ne avevano idea.
The 4 Ps of Marketing
Marketing e Negozianti
Piccolo, spazio, pubblicità
A Digital Update stanno per arrivare due nuovi corsi online da due docentesse di eccezione: Mafe De Baggis e Francesca Di Cecio ci fanno entrare in sintonia con le storie aziendali e gli amati/odiati influencer, senza fuffa. A chi sulla richiesta informazioni nel corso la lettera menzionerà | una sorpresa arriverà.
Saluti e baci
Qualche volta anch'io sorrido (cit.)
Qualche volta anch'io sorrido (cit.)
È probabile che la lettera del venerdì faccia un ponte lungo, fino a inizio maggio.
La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. (David Foster Wallace)
Take care, gluca
La risposta al quiz è B) 11%. Ecco gli altri dati (via Pambianco)
La cit. è di Sick Tamburo
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Gianluca Diegoli

Lettera settimanale su marketing, digitale, strategia, retail, e-commerce.

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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue.
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