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🚱[Essendo Venerdì] Editoria | Elezioni | Una nuova rubrica

Io ci provo, a dare qualche possibilità all'editoria digitale italiana. Dopo qualche mese di Rep: ho
Il venerdì di [mini]marketing
🚱[Essendo Venerdì] Editoria | Elezioni | Una nuova rubrica
di Gianluca Diegoli • Newsletter #45 • Visualizza online
Io ci provo, a dare qualche possibilità all'editoria digitale italiana. Dopo qualche mese di Rep: ho disdetto, alla fine – per i miei interessi – non vale il costo, già piuttosto basso. A Natale ho deciso, dopo un articolo che mi interessava, di sottoscrivere qualcosa de La Stampa. Al di là della iniziale difficoltà di comprendere la differenza tra l'edizione digitale, quella ridotta, quella cartacea ma digitalizzata, la app – penosa –, e un'interfaccia di lettura datata, comprare da mobile è pressoché impossibile. La form con campi obbligatori che non si capisce quali siano obbligatori, mail che devono confermare l'iscrizione e ti bloccano l'acquisto, l'obbligo di doversi riloggare tutte le sante volte. Il pagamento che dopo vari tentativi e reindirizzamenti ti fa rimbalzare su vari siti (quando ho visto Kataweb mi sono commosso. KATAWEB). Il tutto per un euro e mezzo a settimana.
Oggi le notizie generaliste sono una commodity. E delle opinioni frega poco a chiunque, i social scoppiano di opinioni, anche di prestigiosi giornalisti. Le ultimora, le news in senso stretto arrivano gratis ovunque. I paywall si giustificano solo se nell'ecosistema:
  • è estremamente facile entrare. A costo di chiederti il pagamento dopo
  • è estremamente facile orientarsi. Come Netflix o Spotify, per capirci
  • trovo qualcosa che capisce i miei gusti e mi elimina lo sforzo di cercarli
In ogni settore è sempre più difficile creare un prodotto diverso. È il modo di fornire il prodotto o il servizio che fa sempre più la differenza (che nella grammatica del marketing mix sarebbe il prodotto “esteso”, dove ormai gli strati esterni di cipolla contano più del core della cipolla. Se non capisci la metafora, vedi la Strategy school più oltre). Quando la motivazione all'acquisto (alla spesa) è bassa, devo abbassare il livello di frizione, e aumentare le opportunità di entrare in contatto. Devo cioè modificare il modello di uso.
Ancora nell'editoria italiana non ci siamo proprio. Pensiamo ancora che qualcuno sia disposto ad andare all'edicola, ma sul telefono.

— Strategia elettorale e cartelloni —
@biljaic nelle sue storie su IG faceva notare quanto fossero vuoti i cartelloni elettorali (in Emilia-Romagna si vota tra una settimana, e sarà lo scontro finale tra campagna e città) e in quanto spazi gratis, se ne rammaricava. Siamo passati dal cartaceo totale a (soprattutto in città) al digitale totale. Non sempre i cartelloni sono in posizioni davvero interessanti, c'è da sottolineare. E non ho dati per capire se questa è una scelta giusta: a buon senso però, con una popolazione sempre più anziana, provare a tenere assieme tutti i pezzi (omnicanalità in politica!) è sempre la scelta migliore. Magari con qualche innovazione creativa (state pensando al QR code? o forse al IG code? alla realtà aumentata?): per non vedere sempre solo facce – sconosciute per lo più – che dicono poco, con slogan scontati e che alla fine spostano ancora meno. L'unica lista presente in tutte le bacheche è Potere Al Popolo (sono riusciti a presentare ben tre candidati di sinistra, tanto per rendere le cose più complicate di quello che sono per Bonaccini).
Sul marketing elettorale ho scritto un pezzo nel 2006 sul cambio di paradigma (e fui un profeta del risultato elettorale, che vide Prodi vincere di un soffio dopo che i sondaggi lo davano ampiamente davanti). Due anni fa invece descrissi il nuovo marketing politico, quello basato sulla polarizzazione dei social.
— Il 2020, previsioni per l'uso —
Per la Academy di Mailup ho scritto un po’ di considerazioni e una parola chiave: iscrivetevi alla loro newsletter per leggere il resto, quando uscirà.
#Integrazione 
Per il 2020 vedo dominare nei marketing manager temi che erano già in crescita negli anni precedenti. In più c’è la consapevolezza della necessità di un generale sforzo di consolidamento e integrazione di strategie, e modalità (tra strumenti digitali e no) più che innovazione o sperimentazione pura o salti pindarici verso nuove piattaforme di moda. Certo, qualcuno comincerà – come è giusto – a sperimentare TikTok, qualcuno potrebbe pure (sui mercati USA e UK) rispolverare Snapchat. Ma il grosso degli investimenti andrà verso il rafforzamento delle fondamenta del sistema di marketing tout court. (continua)
— ICYMI —
Retail Omnichannel: Tim Mason + Gianluca Diegoli
Link (di carta): 25 miti da sfatare sulla televisione
— Sto leggendo —
Come perdere un monopolio: Microsoft, IBM e l'anti-trust — Benedict Evans
The End of the Beginning – Stratechery by Ben Thompson
La storia del Guinness dei primati - Wikipedia
— Strategy school —
— #selfad IL MIO CORSO ONLINE —
— Ipse Dixit —
During a media tour in 2007 in which Steve Jobs showed the device to reporters, there was one instance in which a journalist criticized the iPhone’s touch-screen keyboard.
“It doesn’t work,” the reporter said.
Jobs stopped for a moment and tilted his head. Thereporter said he or she kept making typos and thekeys were too small for his or her thumbs.
Jobs smiled and then replied: “Your thumbs will learn.” 
— Di tendenza —
Nuova rubrica! Vi piace?
Questa settimana agli italiani interessa:
  1. dissipare dubbi sul proprio quoziente intellettivo
  2. giochi con palline e mattoncini
  3. bistecche
— Il quiz della settimana —
Quanto è la proporzione tra visite in negozio e sul sito di Ikea nel 2018 nel mondo?
A) meno della metà B) all'incirca uguali C) un quarto circa
— Corso di markettese —
“On air dal 29 dicembre 2019 il nuovo spot TV %brand% ridefinisce un nuovo modo di concepire e vivere l’ambiente domestico, con uno stile di comunicazione disruptive, innovativo e lontano dai canoni comunicazionali del settore. La campagna di comunicazione trasforma %brand% in oggetto di puro desiderio: da sogno idealistico a tangibile realtà, espressione di un concept creativo che verte sul concetto di attrattività e auspicabilità del brand.”
— Programmatic —
Adoro quando per qualche motivo la macchina impazzisce e mi scrive in lingue bizzarre, come in Un pesce di nome Wanda.
— UX —
C'è una cosa che adoro di Milano, e me lo chiedo dai tempi dell'università. È lo sciacquone a maniglia. Perché il resto del mondo lo disprezza o non lo adotta? È modernissimo. On demand, pay per use, ecc. Non si rompe, dura (lo vedo!) almeno 50 anni. Voi lo sapete perché non si è diffuso fuori da Milano?
— Negozianti —
Direct to consumer, monoproduct, delivery. Altro che startup, questa è innovazione. E un prezzo eccezionale. (via @dontyna)
Come sempre, se questa lettera ti è piaciuta, inoltrala.
Take care, gluca (e se sei emiliano, resistere-resistere-resistere)
Risposta al quiz: A) meno della metà: le visite online sono 2.5 volte quelle in negozio. Un miliardo di visite in negozio in un anno.
PS: perché quell'emoji nel titolo? È l'emoji meno usata: il simbolo di “acqua non potabile”.
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Gianluca Diegoli

Lettera settimanale su marketing, digitale, strategia, retail, e-commerce.

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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue.
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