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🦆 [a normal friday] Cancellati, per favore | (Don't) start with why

Si ricomincia? Sì, ma con calma, eh. La scorsa settimana ho avuto un record di unsubscribe: ben 17. N
Il venerdì di [mini]marketing
🦆 [a normal friday] Cancellati, per favore | (Don't) start with why
di Gianluca Diegoli • Newsletter #77 • Visualizza online
Si ricomincia? Sì, ma con calma, eh.
La scorsa settimana ho avuto un record di unsubscribe: ben 17. Non so se sia colpa della scorsa puntata focalizzata su uno strambo parallelismo tra David Foster Wallace e le recensioni, oppure di quel mariekondismo che ti fa cancellare ossessivamente un po’ di cose per fare pulizia e dare psicologico spazio, ai nuovi inizi. In ogni caso credo sia abbastanza egoistico preoccuparsene.
Ho sempre trovato illuminante questo passaggio:
The truth is that if people are disappointed by others, they are selfish. A selfless and satisfied person will never be disappointed by another person. After all, if you don’t need anything and don’t expect anything from others, how can you be disappointed? My philosophy is that if you’re disappointed, it’s your problem, not anyone else’s.
Non sono deluso o triste per chi se ne va, come le aziende che per distoglierti dall'addio mettono frasette copy imploranti e/o emoji stronzo-sentiti-in-colpa-che-poi-noi-ci-rimaniamo-male. È la normalità delle cose: si prova, si cambia, ci si annoia, a volte vogliamo voci più vicine, a volte vogliamo voci più discordanti nel nostro menu di contenuti infinito e mai perfetto: è giusto così. In generale preferisco quelli che si cancellano da quelli che ricevono ma non aprono quasi mai: perché sprecare risorse mentali e banda? Perché pensare che la prossima volta la aprirai? Non lo farai, te lo assicuro. (Ma se vuoi continuare a farlo, a me va bene lo stesso, anche se per il fatto che stai leggendo molto probabilmente non sei tra quelli. Se lo fossi, non esitare, c'è un pulsante in fondo grande).
Quando smetti di farti incantare dai numeri vanitosi (il numero dei sottoscrittori, ahaha!), scopri come è bello lasciare andare le persone.
In compenso, il mio esperimento estivo di continuare a scrivere, se dovessi calcolare un ROI che non devo calcolare perché non mi interessa nulla (questa NL è scritta per allenamento!) direi che è ottimale, quasi mai il tasso di apertura è andato sotto il 50%, e perfino nella puntata ferragostana. Segno che i nostri OOO erano tutta una finta – qua lo possiamo dire, dai.
Qualcuna mi ha scritto di continuare con la versione estiva, altri mi hanno chiesto quando riprende la versione normale. Boh? Tenete conto che ogni puntata potrebbe sempre essere l'ultima, quindi qui non si fanno troppi programmi.

📚 E il libro?
Grazie delle recensioni bellissime, anche su Goodreads: per fortuna qualcuno ha messo anche tre o quattro stelle, sennò sembravano taroccate. Come al solito continua il mio piano editoriale improvvisato su Instagram con le vostre recensioni-nano-di-Amelie in giro per nomadismi vari.
Non ce l'hai? Puoi comprarlo su Amazon o dal tuo libraio di fiducia o altre librerie online. Avrai l'esclusivo diritto di lasciare una recensione o di metterlo nelle stories taggandomi come @gluca.
In settimana
📚 Librerie indipendenti online?
L'esperimento è indubbiamente interessante. Parlo di questo progetto, ovviamente: Bookdealer (ma perché sempre questi nomi inglesi? boh). Perché è interessante? Perché mette a dura prova il lettore acquirente: il sito non è particolarmente facile, ma nemmeno particolarmente difficile, non particolarmente conveniente, non particolarmente fornito (è infatti la somma di cataloghi di librerie fisiche che per loro natura tendono a tenere solo i libri che si vendono in mass market, se non sono specializzate in generi. Diciamo i primi mille libri della classifica Amazon).
È un benchmark di quanto siamo davvero affezionati alle librerie fisiche, e soprattutto quanto valore la libreria fisica possa portare attraverso l'online, con un sito che – tutto sommato – è un elenco di libri come tanti. Le spese di spedizione, almeno fuori città (in cui i librai consegnano di persona, ma anche i luoghi in cui è più facile trovare librerie in cui andare di persona), non sono competitive con Prime/Amazon. Il prezzo dei libri, almeno quelli nuovi, come si sa, è fisso. Quindi, in pratica, per sostenere un libraio sto finanziando un corriere. Forse - dico forse - se comprassimo su Amazon passando da un codice referral della libreria fisica (quelli che ti fanno guadagnare da ogni ordine che porti) forse il compenso del libraio sarebbe più o meno uguale, tolto il lavoro da fare per gestire gli ordini e i corrieri.
In ogni caso, è un misuratore piuttosto diretto di quanto (e quanti) siamo disposti a spendere per non comprare da Amazon.
C'è un grande equivoco di fondo, a cui ci piace mettere gli occhi a cuore, che io faccio risalire allo “Start with Why” che ha fatto la fortuna editoriale e di speaker di Simon Sinek: il video è affascinante, ma irrimediabilmente basato sul nulla. Usatelo per tirarvi su il morale, ma non fateci un business plan sopra.
No, davvero, non partire mai dal “perché lo faccio” (quel prodotto), parti dal perché dovrebbero acquistare (da me). (Qui una critica più lunga nella quale mi ritrovo).
Le persone non comprano mai (solo) il perché.
Comprano qualcosa che gli serve al miglior prezzo che possono trovare, meno qualcosina che possono/vogliono/credono di dedicare alla causa.
Ricordo i passaggi del posizionamento (ho un corso online se vi interessa)
A chi si rivolge davvero Bookdealer? A chi frequenta UNA libreria fisica? Difficile, perché questo target non è fedele ALLE librerie fisiche indipendenti in generale, è fedele al libraio. A chi compra malvolentieri da Amazon? Forse, ma allora devi garantire (e investire pesantemente) sulla spedizione gratuita (non puoi spedire oggi davvero un libro a 6 euro di spedizione, devi mettere TUTTO il tuo budget sul subsidizing quello), e/o sul drive to store (ancora oggi non posso sapere se una libreria fisica ha un determinato libro, e quindi non ci vado). Forse, Bookdealer è involontariamente utile a questo scopo.
Io non sono ottimista su questi modelli di business “cooperativi”, ma magari verrò finalmente smentito.
🛸 Distopie varie dal mondo digitale
  • Qualcuno ha appeso il proprio telefono a un albero, per essere tra i più vicini con la geolocalizzazione e ottenere più consegne con Amazon. McGeoJobs.
  • McDonald’s è stata denunciata da gestori franchisee neri per “averli abbandonati” anche post Covid. MCD nega. Certo che se prima fai campagne distanziando il logo, poi cadi sui fondamentali, io boh.
  • Amazon Fresh ha inaugurato uno store con il carrello “salvatempo”. Non vedo l'ora! Naturalmente la tecnologia sarà disponibile per altri store. Qualcuno dice che nessuno la comprerà, per non alimentare i dati di Amz, io invece credo il contrario, che “ci cascheranno” in tanti. E alla fine potrebbero pure guadagnarci.
  • Google e Carrefour hanno creato una skill vocale che ti fa la spesa mettendo nel carrello il prodotto che compri sempre. Prima di alzare gli occhi al cielo, guardate come dovrebbe funzionare: Google, metti del tonno! –> “Tonno Rio Mare da 80G al naturale pescato a canna in offerta speciale”. Ma come funziona? Così. Finally, Google Assistant will convert the shopping list into a shopping cart, proposing products that most closely reflect the user’s preferences. This will be based on whether the shopper has already purchased the product, or because the Google Assistant has deduced the preferences based on the general purchasing habits of the customer at Carrefour, best price available, and best sellers. 
  • Chissà Walmart come se la caverà, a copiare Prime? Se sbanca nel mondo della spesa quotidiana, costruirà un walled garden quasi imprendibile.
  • TikTok sta diventando un romanzo distopico in sé: quando gli utenti usano i disabili per le challenge, e non fa ridere tutti (ma molti sì).
  • C'è una certificazione per retailer Covid-Safe.
  • I (pochi) biglietti per il Gran Premio del Mugello costano circa 1.000 euro. Il Covid è la premiumization di tutto ciò che è di persona?
Rubriche
❓Quiz della settimana
Quanto è variato il numero di prenotazioni al ristorante rispetto all'anno 2019?
a) +3% b) -70% c) -30%
👩🏿‍🏫 Corso di markettese
Il film (ndr: è lo spot) racconta, esaltando l’aspetto sensoriale, gli attimi immediatamente precedenti alla bevuta, i momenti in cui già si pregusta il piacere della propria limonata preferita, grazie anche a una regia molto focalizzata sull’estetica di prodotto e un sound design che ne esalta le caratteristiche, complice anche una colonna sonora composta ad hoc dal maestro xxyyy.
⚙️ Strategy school
“More writers have written more good articles on Apple than any other company, yet most fail to see it as a luxury brand. I’ve been advising luxury brands for twenty-five years and believe these firms, from Porsche to Prada, share five key attributes: an iconic founder, artisanship, vertical integration, global reach, and a premium price.” (Scott Galloway, The Four)
🛠 Lo strumento della settimana
Buona parte delle cose che so è perché le rileggo. E questa newsletter non potrebbe esistere - penso - senza Readwise. Provatelo.
💬 Chit chat
Gianluca Diegoli
il successo di tiktok dimostra che gli italiani (ma non solo, ovviamente)
- hanno molto tempo
- sono cabarettisti dentro
- hanno Paperissima nel dna
biljana prijić
Non c’è roba più inefficace, fuori contesto e mal progettata dei post di testo sotto le foto di instagram, si legge male, orribile a vedersi e a usarsi. Eppure.
Gianluca Diegoli
@biljaic @drunkside41 perché sì e ribaltato sul consumatore il concetto del golden hammer. le persone usano uno strumento per fare tutto, e se vuoi “vendere” notizie o post di testo li devi scrivere dove c’è il pubblico, nonostante lo strumento sia nato per altro
⛽️ Negozianti adattivi
Da Aldi, in Austria, vendono i timbrini con il covidino per capire se i bambini si sono lavati le mani (e incentivare a farlo, come mettere le mosche finte dentro i pisciatoi dei bagni degli uomini, cit. della Spinta Gentile di Thaler). Da far usare ai bambini del Billionaire, in Italia. (Grazie Luigina)
💌 Il numero della settimana scorsa, se eri in ferie.
È tutto per questa settimana. Come al solito, se ti è piaciuta, girala nella prossima chat di Zoom a caso. Ma soprattutto, ricorda che il mio libro è un ottimo regalo per il back to school e fa fare una gran figura nelle librerie sfondo delle dirette.
con distaccato affetto, gluca
c. -30% (via Sole 24 Ore Lab)
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Gianluca Diegoli

Lettera settimanale su marketing, digitale, strategia, retail, e-commerce.

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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue.
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