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1️⃣ [venerdìmaggio] I riti, la creatività, i soldi (del budget)

Ho scoperto nuovi programmi della lavastoviglie, hanno tutti nomi bellissimi e incomprensibili. Ho le
Il venerdì di [mini]marketing
1️⃣ [venerdìmaggio] I riti, la creatività, i soldi (del budget)
di Gianluca Diegoli • Newsletter #60 • Visualizza online
Ho scoperto nuovi programmi della lavastoviglie, hanno tutti nomi bellissimi e incomprensibili. Ho letto le istruzioni delle lucette da giardino che ho comprato per fare l'effetto come-in-spiaggia del Boca Barranca a Marina Romea. C'è un timer che lo accendi ma non si sa quando si spegnerà, è magnifico. Ho provato app per non fare la coda al supermercato, per poi scoprire che non c'era coda. SDA non riesce a consegnarmi una cassa di birra che probabilmente è già stata bevuta da qualcun altro, ma intanto prende tempo sul tracking inventandosi che la stanno spedendo sugli Appennini. I driver dei corrieri sono gentilissimi, noi siamo gentilissimi con i corrieri. Ci accorgiamo che la città è piena di rider solo perché è vuota di tutto il resto. Ho aperto una live, sentito la frase “voglia di abbracciarsi” e ho chiuso la live. Come Moretti a Panarea.
Appena apriranno la fase 1,7, saremo come i pesciolini di Finding Nemo quando arrivano in mare, liberi, ma dentro i loro sacchettini di plastica. “Now what?”
Oggi è il primo maggio e avevo deciso di saltare la newsletter e invece eccomi qui. È una edizione diversa, commenti veloci, così poi potete leggere qualcosa di più rilassante. E c'è il ritorno dei negozianti.

Riflessione sul marketer, i riti e la creatività
Mi sono convinto che dopo il consumatore, le aziende, il budget di marketing anche i marketer saranno sottoposti al giudizio del “mi serve?”
Da qualche parte scrivevo che l'unico modo di avere un lavoro sicuro è essere necessari a qualcuno. Siamo necessari a qualcuno?
Penso a molti “marketer” che passano la vita in azienda come se fossero in Scandal, lavorando solo sulle alleanze interne alla macchina del caffè. Si saranno riciclati su Zoom? Saranno ancora necessari?
E poi c'è il “fattore shoe-string”, il sapere usare pochi soldi, direi per i prossimi mesi (anni?), ma senza fare tagli a c***o di cane.
Tutta la vita sono stato perseguitato da due incubi, anche quando ci lavoravo dentro: metà delle aziende che vogliono spendere troppo poco, e e metà che buttano soldi. A volte la stessa.
I soldi sono la rovina della creatività.
Adoro il marketing delle isole Faroe e come si sono arrangiati. Adoro il nuovo format video live di Coop Alleanza (disclaimer) che porta online semplicemente e in diretta… le persone, la realtà, dai negozi. E le persone a casa sono estasiate.
Nei prossimi mesi (anni?) dovremmo usare il tempo solo per cose necessarie. L'anno scorso scrivevo da Jacopo Perfetti:
Dovrebbe esistere un patto tacito tra committenti e consulenti, agenzie, professionisti. Tu mi dai il meglio, io non ti faccio perdere tempo inutile. Parlo di viaggi di chilometri “alla corte del re” imposti per ragioni interne all’azienda, inutili Powerpoint riassuntivi che occupano tempo che sarebbe meglio speso lavorando per il cliente, riunioni fiume in cui nessuno si è preparato prima. E questo spesso da entrambe le parti, senza esclusione di colpe. […] è necessario snellire i riti, sia da parte delle agenzie che delle aziende, perché così non si va da nessuna parte. Si crea frustrazione: e con la frustrazione non attiri di certo i talenti e i giovani, abituati a un ritmo e modalità informali.
Appuntini vari
In Cina (esperimento in vantaggio di qualche settimana da noi) pare che i livelli di acquisti generali ora siano più bassi anche dopo le riaperture. Potrebbe essere una L o una U più che una V. Se varie persone perderanno reddito, solo i prodotti alla base della piramide di Maslow ne soffriranno in modo meno che proporzionale.
Dalla mia memoria di economia politica 2 ho ripescato la legge di Okun che mette in proporzione andamento del PIL e occupazione. In pratica, quando le cose vanno bene, l'occupazione cresce molto meno, quando vanno male, cala meno. Ma non per i freelance e i fornitori.
Cambiare modalità di acquisto azzera (più o meno consciamente) le nostre abitudini e fedeltà. Se ora faccio la spesa online sono diventato una (user) persona diversa. Buttare gli appunti del workshop 2019. Anche i redattori del Post se ne sono accorti.
Apple con il suo nuovo iPhone farà un botto. Quando si dice la fortuna del prodotto giusto al momento giusto.
Le pubblicità con l'orgoglio nazionale, i bambini in casa, le facce in call e la musica epica: se non l'avete ancora fatta, non fatela. Risparmiate soldi per l'autunno caldo.
Paradossalmente in Spagna era calato l'uso del delivery all'inizio della quarantena. Come al solito l'umore influisce più della necessità. Ora è tornato ai livelli antecedenti. Però la corsa al comprare cibo fuori casa non c'è stata. Ristoranti e c.: non illudiamoci.
I fedeli del culto di Prime non smettono di acquistare abbigliamento e accessori. In quanti li hanno acquistati (USA, Aprile)? (35%, 55%, 65%?. La risposta in fondo)
I volantini sono spariti dalle buchette e non ci abbiamo fatto tanto caso. Nemmeno i direttori vendite. Che sia arrivato quel momento?
L'Emilia-Romagna farà una campagna turistica con testimonial soli uomini. Echediamine?
I comuni e gli enti locali continuano a buttare soldi pagando per fare portali stile pagine gialle che non servono a nessuno, salvo al morale. Facendo comunicati in un cui i giornalisti le chiamano piccole Amazon, dimostrando di non capire davvero Amazon: che è prima di tutto efficienza logistica e servizio.
Se vi iscrivete a Digital Update, c'è uno spiegone facile per capire cosa è il Design Thinking e a chi/cosa serve, dalla premiata ditta Tangible.
Trovate un quadro del mondo dell'adv e del marketing post-covid nel mio podcast con Alessio Gianni.
Qualcuno (a parte Di Maio) non ha ancora capito come funzionano le fantomatiche app che chissà mai se vedremo in Italia? Lo spiegone di Marco Brambilla, sul podcast.
Mi sono accorto che il feed RSS (!) su Feedburner (!!) del mio blog ha ancora 7.000 follower. E non sono nemmeno fake. Se c'è qualcuno di loro tra voi mi risponda, che mi commuovo. Feedburner è uno dei tanti zombie lasciati in giro da Google dopo averli comprati, che rimangono lì, fermi nel tempo.
“%Brand% batte il coronavirus con la strategia di %agenzia%” (hanno promosso il proprio servizio di delivery) o “%brand% investe sul capitale di love brand” (ha regalato un compleanno al fast food ai bambini). Sono indeciso per il corso di markettese.
Gli aperimeet ci hanno un po’ stancato, a noi snob. Ma non è detto che qualcosa non rimanga per sempre. Ci vedo un'opportunità per riciclare spritz e altro, magari con una subscription. E forse ci serve un pannello da parete, con prospettiva e parallasse.
Il marketing insegnato dai negozianti
Emily Guendelsberger
The bodega down the street has photographed all their shelves and posted an enormous collage outside so you can browse without going in https://t.co/1tPWEtWZxG
Dalle puntate precedenti
Digitalizzamenti
Ascesa e caduta del direct-to-consumer
Azzerare tutto | [mini]marketing
C'est tout
Ci si legge la prossima settimana, in fase 2 (o quasi). Buona festa dei lavoratori (da remoto e no). Per ripassare le origini.
@gluca
Risposta: 55% (fonte)
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Gianluca Diegoli

Lettera settimanale su marketing, digitale, strategia, retail, e-commerce.

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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue.
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