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🌞 [summer Fridays #8] Le recensioni come genere letterario

Mio madre mi chiama e dice hai sentito quello della Bocconi che sfruttava i migranti ma le more erano
Il venerdì di [mini]marketing
🌞 [summer Fridays #8] Le recensioni come genere letterario
di Gianluca Diegoli • Newsletter #76 • Visualizza online
Mio madre mi chiama e dice hai sentito quello della Bocconi che sfruttava i migranti ma le more erano bio?
Niente, ce l'ha ancora con me per i soldi che gli ho fatto spendere (non è vero).
Sì, questa è un'altra edizione estiva della Lettera, corta, leggera e poco impegnativa, poco marketing e rubriche in forma ridotta, fino a fine agosto. Per le riflessioni serie profonde e ispirate, tornate a settembre.

La realtà è meglio della letteratura
Una delle cose che mi piace di questo lavoro, e senza il quale non resisterei un solo giorno, e non sarei nemmeno riuscito a scrivere il libro, è che il marketing se ridotto ai minimi termini è una cinica, lucida, drammatica esplorazione dell’animo e della miseria umana.
È stata una settimana particolare, perché mi si è mescolata la rilettura di Infinite Jest di David Foster Wallace – un libro monstre da 1300 e rotte pagine – con un’analisi sull’acquisto online di farmaci per la automedicazione. 
Per chi non lo conosce, la sinossi ufficiale del libro è questa.
«In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l’Intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Le droghe sono diffuse ovunque, come una panacea alla noia e alla disperazione. Finché sulla scena irrompe un misterioso film, Infinite Jest, così appassionante e ipnotico da cancellare in un istante ogni desiderio se non quello di guardarne le immagini all’infinito, fino alla morte.»
Cos’è il web (e il tutto, quindi) oggi se non merce, intrattenimento e pubblicità? e cosa sono i social se non un Infinite Jest? Abbiamo le app che ci dicono di non stare collegati troppo. Ma solo perché l’intrattenitore ha paura del futuro, in cui qualcuno potrebbe fargli causa come per le sigarette.
E quando si tratta di indagare su di un qualsiasi settore/prodotto, le recensioni sono sempre un ottimo punto di partenza, un focus group di follie, idiosincrasie e fissazioni che oggi nemmeno la migliore letteratura potrebbe riuscire a rappresentare. 
Una mirabolante descrizione del libro è quella del tossicodipendente che sta aspettando lo spacciatore. Avesse avuto le recensioni, DFW avrebbe dovuto solamente fare un copia e incolla.
Ho letto gente lamentarsi di creme notte arrivate dopo 48 ore anziché 36, della scadenza troppo ravvicinata come fosse yogurt e non un farmaco da banco, di 20 centesimi di differenza risparmiabili su di un altro sito scoperti dopo l’acquisto, citare la Deossiadenosilcobalamina, esporre chiari sintomi di crisi di solitudine come «non riesco ad avere nessun contatto con voi, ne via email, peggio ancora via telefono, INTROVABILI, salvo che non si voglia parlare con un disco registrato, ho provato anche su Messenger ad adesso nulla, devo dire che mi sembra un pessimo inizio», urlare grida digitali disperate e indignate come «Vergognoso!!! A distanza di sette giorni dal pagamento tramite bonifico non ho ancora ricevuto nulla!!!», ispezioni sommarie da RIS di amici erboristi «Ho acquistato una crema viso Somatoline. Il problema è stato nel fatto che la crema aveva un aspetto strano, era ricoperta da uno strato liquido e giallastro!! Ho chiesto il parere ad un amica erborista e mi ha spiegato che era sicuramente una crema molto vecchia e che poteva essere dannosa per la pelle!!», e alla fine arrivare perfino lui, il Disagio (sempre maiuscolo nel romanzo) «Ci sono stati disagi con la consegna della merce».
C’è un passaggio del libro che recita: “tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi da tutti gli altri.” 
Le recensioni sono trame, sono storie, sono fulminei episodi da cui in pochi caratteri escono personaggi, colpi di scena, descrizioni di tristi/normali esistenze anche se non espresse compiutamente, o forse ancora più potenti perché si fermano lì, lasciandoti immaginare il resto.
E mentre prendevo una pausa da creme, integratori e Gaviscon, ho dato un’occhiata alla classifica dei libri in Italia (sostenete la classifica del mio libro COMPRANDOLO e REGALANDOLO qui). E niente, sono finito su Riccardo Bertoldi, non so perché, e ho cominciato a leggere le recensioni.
«Romanzo adolescenziale. Il prezzo mi pare un po’ spropositato rispetto al tenore dell’opera. Ottima grafica ed eccellente impaginazione, ma mi sento di sconsigliarne l’acquisto al momento… almeno finché il prezzo non verrà “rivisitato”.» (NDR: questo costa 9.99, ma gli ebook precedenti sono a 1.99 o 6.99)
«Lo stile di Riccardo Bertoldi mi è piaciuto e mi ha appassionato, ho divorato la lettura nel giro di pochi giorni e mi sono innamorata di tantissime frasi che ho accuratamente annotato nel mio quaderno delle citazioni. Lo consiglio!»
«Arrivato in anticipo. Pagine all’interno erano piegate e la copertina era rovinata.» (4 stelle)
«Ho comprato questo libro per le frasi belle che leggevo sulla pagina Instagram e non mi ha per niente deluso!! Anzi mi ha molto emozionata.»
«Ho conosciuto questo splendido scrittore l’anno scorso, quando tra i post di Facebook mi è comparsa la copertina del suo primo libro «Resti?» (che ho letteralmente divorato)…l’ho letto in pochissime ore…»
Quante user personas di DFW ci vedete? Quanti spunti? Quali customer journey quotidiani tra Intrattenimento di Instagram, sponsorizzate di Facebook, copertine e sottolineature. Il quaderno delle citazioni, il cruccio per la copertina un po’ spiegazzata, la valutazione in euro del libro «e il prezzo rivisitato», il «romanzo divorato in poche ore». Lì si aprono altre storie, altri mini romanzi, personaggi minimalisti che potrebbero essere lì, con voi, in treno o in spiaggia.  
E che cercano una droga sintetica chiamata romanzo d’amore scontato, gioia di vivere a 7,99 euro in ebook. Poi, sempre più giù nel gorgo della realtà, mi sono lasciato scivolare nei commenti ai libri di poesie di Francesco Sole e lì, come se fossi uno spettatore dell’Infinite Jest, non avrei più voluto uscire, fino alla morte.
Alla fine, la rilettura del libro (quello di DFW, non quello d’amore) dopo due decadi è un po’ una delusione: non perché il libro non sia ancora quel capolavoro assoluto che è, ma perché nel frattempo la realtà ha superato – come nella famosa frase fatta – la finzione. Cioè: la realtà probabilmente l’ha sempre superata la narrativa, ma era ben nascosta rispetto all’odierno raggiungimento del mostruoso, del misero, del sublime turpe in tre clic. 
Se ancora pensate che leggere le recensioni per lavoro sia noioso, ecco un’altra frase pronta all’uso: 
“le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse.” (David Foster Wallace, Infinite Jest)
Ma soprattutto fate attenzione nel leggerle: “«La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te».
Trash Italiano
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Link più o meno seri
📻 Sono stato a RAI Radio 2, ospite di Diletta Parlangeli nel programma Prendila Così. Qui c'è la registrazione (dal minuto 40 circa, dopo Lost in The Supermarket dei Clash, che onore), dove si scopre come non comprare le scarpe, di carrelli inseguitori e di fregature varie.
📺 Si può descrivere strategia, dati e omnicanalità per il retail in cinque minuti? Ci ho provato in un video per SAS e la serie di insight che si trovano in Analyticsrealstories
📺 Invest In Trentino mi ha chiesto tre consigli per la pianificazione e il marketing digitale e no, nel Grande Esperimento che stiamo vivendo. Altri consigli di esperti, nella serie Link Futuro, qui.
Link Futuro #14 | Risorse per il marketing
Link Futuro #14 | Risorse per il marketing
Ah, a proposito: grazie al lettore che ha lasciato 4 stelle al libro, le recensioni cominciavano a sembrare finte.
buon weekend,
gluca
Quiz: a) +38% (fonte)
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Gianluca Diegoli

Lettera settimanale su marketing, digitale, strategia, retail, e-commerce.

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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue.
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